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Prova: Dodge Caliber SXT 2.0 CRD

Prova: Dodge Caliber SXT 2.0 CRD

Offerta irresistibile?

23.12.2006

Dodge, la marca statunitense con l'ariete nel logo, cerca con tutte le forza di farsi strada in Europa. Il modello di esordio è la Caliber, con cui la casa appartenente alla Daimler Chrysler vuole fare il proprio ingresso nel segmento Golf. E ciò facendo leva sul prezzo: il modello base si può acquistare per meno di 15.000 Euro. La nostra vettura di prova, il modello di punta con un motore turbodiesel da 2,0 litri, costa meno di 20.000 Euro.

Prova Dodge Caliber SXT 2.0 CRD

Cominciamo dal confronto con la Golf, o meglio con la Golf Plus, dato che in fin dei conti la Caliber, con il suo design prepotente, è un'enorme monovolume. Con dotazioni simili e con lo stesso motore - la Dodge compra il 2.0 TDI dalla Volkswagen - la grande Golf costa quasi 5.000 euro di più. La Caliber, nella versione SXT, possiede a bordo, tutto ciò di cui si ha bisogno. Oltre agli obbligatori equipaggiamenti di sicurezza come ESP, airbag per tutto l'abitacolo e fendinebbia, trovano spazio anche comodità quali un sedile di guida regolabile in altezza, alzacristalli elettrici davanti e dietro, computer di bordo, autoradio con lettore CD, cruise control, cerchi in alluminio da 17 pollici e specchietti retrovisori esterni regolabili elettricamente e riscaldabili. Incomprensibile: il filtro antiparticolato comporta un sovrapprezzo di 750 Euro.

Prova Dodge Caliber SXT 2.0 CRD

Optional consigliabili

Chi aggiunge intorno ai 2.000 Euro per il pacchetto Luxury può godere di un lettore CD a sei dischi, un volante multifunzionale in pelle, interni parzialmente in pelle e rivestimenti cromati a più non posso. Soprattutto gli ultimi due optional aiutano la Caliber a superare la sua grande mancanza: l'aspetto da vettura a poco prezzo. Le materie plastiche usate per gli interni non sono una gioia per gli occhi. Plastica dura a perdita d'occhio. Anche le finiture sono di scadente tradizione americana. Il vano box con bracciolo nella console centrale, per esempio, dondola a più non posso. Peccato, perché in fatto di ergonomia e praticità gli interni risultano ineccepibili: una moltitudine di superfici di appoggio e di vani portaoggetti è in grado di contenere notevoli quantità di piccoli e grandi cose. Simpatico: sul fondo del vano portaoggetti appositamente modulato è possibile collocare più bottiglie senza che queste comincino a tintinnare nervosamente alla prima curva.

Soluzioni semplici

Estremamente semplice ma efficace è il meccanismo di ribaltamento dei sedili posteriori basta tirare l'occhiello e lo schienale (separabile) si ribalta in avanti creando una superficie di carico piana. Già in situazione normale il bagagliaio contiene eccezionali 524 litri, al massimo può raggiungere i 1.339 litri. Lo spazio dedicato ai passeggeri è sufficiente, ma non così abbondante come l'ampia prestanza della Caliber lascerebbe supporre. In ogni caso il conducente e i passeggeri siedono in posizione elevata e non si infastidiscono a vicenda. Da segnalare è però la mancanza di una regolazione in profondità del volante e l'eccessiva morbidezza dei sedili dalla tenuta laterale minima. I passeggeri sui sedili posteriori hanno a disposizione spazio sufficiente per gambe e testa. La seduta tuttavia risulta un po' troppo corta e la tenuta laterale è del tutto assente.

Meglio una guida più tranquilla

Logica conseguenza: il conducente dovrebbe cercare di evitare bruschi cambi di direzione anche se, in realtà, ciò accade in ogni caso dopo i primi metri di percorrenza dal momento che il prezzo da pagare per il comfort di guida, si traduce in una decisa tendenza ad oscillare longitudinalmente e trasversalmente della carrozzeria. In più lo sterzo leggero è estremamente indiretto e per niente privo, di influssi da parte della trazione. Gli amanti della guida sportiva dovrebbero aspettare in ogni caso la preannunciata SRT4 o - anche se suona assurdo - orientarsi verso la più solida Jeep Compass, con cui condivide il telaio.

Il turbodiesel a quattro cilindri da 2,0 litri è appropriato alla Caliber. Le tipiche debolezze del TDI, quali l'andamento ruvido e la marcata sospensione in partenza, competono con l'energica ripresa e i bassi consumi. Se necessario la Caliber raggiunge in poco meno di 9 secondi i 100 km/h e la sua velocità massima sfiora i 200 km/h. Durante la prova la nostra Caliber si è accontentata in media di sette litri ogni 100 chilometri. Degno di lode è anche il cambio di serie a sei marce, che si rivela preciso e morbido. Nel traffico cittadino non ci si sente troppo a proprio agio. La carrozzeria offre poca visibilità sia davanti che dietro e anche lo sguardo al semaforo si presenta difficoltoso. A causa del parabrezza avanzato e molto basso è consigliabile non trovarsi in testa alla colonna. Se dovesse capitare bisogna far una scelta: torcere il collo o aspettare i colpi di clacson del conducente della vettura retrostante.  

Conclusione

La stravagante Caliber non è fatta per gli amanti della quiete. Ma neanche per i conducenti ambiziosi, dal momento che in questa monovolume tutto è progettato all'insegna del comfort - un alito vitalizzante in questi tempi di sportività endemica. La Dodge è per di più a buon mercato: ancora molto lontana dalla perfezione di una VW Golf, ma anche 5.000 euro più economica. Si è risparmiato soprattutto negli interni e non nella motorizzazione: il motore TDI della VW sprona l'ariete come si deve.

DATI TECNICI

Carrozzeria  
Peso a vuoto (kg): 1.500
Carico utile (kg): 500
Volume del bagagliaio (litri): 524  1.339

Motore e trazione  
Motore: turbo diesel a quattro cilindri da 2,0 litri
Potenza (cv a giri/min): 140 / 4.000
Coppia (Nm a giri/min): 310 / 2.500
Trazione: trazione anteriore
Cambio: cambio manuale a 6 marce

Prestazioni  
da 0 a 100 km/h (s): 9,3
Velocità massima (km/h): 196

Consumo e ambiente  
Carburante: diesel
Consumo in prova (l/100 km): 7,2
Emissioni CO2 (g/km): 161

Costi  
Prezzo base (€): 19.790 Euro

 

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