Classi di emissione

Classi di emissione

Una persona potrebbe anche non crederci, ma il vero precursore nella classificazione delle classi di emissioni dei veicoli, è stato la California, negli Stati Uniti. Già all’inizio degli anni 60, il pericolo dello smog nelle metropoli californiane era così alto, che furono introdotte le prime norme per le emissioni. Queste regole sono state accolte, in parte, dalla comunità europea nel 1970 e modificate di conseguenza.

All’inizio furono regolamentati i limiti per le emissioni di monossido di carbonio e degli idrocarburi, nel 1977, la limitazione fu ampliata anche ai componenti dei gas di scarico a riguardo dell‘ossido di azoto. I limiti per le particole dei motori diesel sono stati stabiliti per la prima volta nel 1988. Dal 1997 esistono, limiti standard europei per le emissioni, anche per i ciclomotori e le motociclette. I limiti per le automobili sono basati sulle emissioni di monossido di carbonio, ossido d’azoto, idrocarburi e particolato. La classificazione dei veicoli avviene secondo le classi d’emissione, che hanno codici numerici precisi. Questi codici numerici sono utilizzati sia per calcolare le tasse sul veicolo e sia per il rilascio di etichette ambientali, relative alla zona ambientale.

Per i ciclomotori, i motocicli leggeri e i trattori agricoli, la classe inquinante non determina il diritto tributario. I veicoli vengono differenziati, tramite il motore e il tipo di veicolo. Grazie all’aumento delle limitazioni e dei controlli da parte dell’unione europea, i costruttori di veicoli sono tenuti a garantire il rispetto dei limiti per un determinato periodo di tempo e per un chilometraggio designato. Nel caso di errori sistematici i veicoli possono anche essere richiamati. In Europa, si applica dal settembre 2009, per tutte le nuove automobili, la normativa Euro 5.

 

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